Gmail: Google interrompe la scansione dei contenuti pubblicitari

Privacy assicurata: lettura inbox solo su richiesta

Con il preciso intento di procacciarsi nuovi clienti nella categoria business, Google cesserà di analizzare le mail delle caselle degli utenti per inoltrare contenuti promozionali inerenti i contenuti. Disattivando l’opzione, la scansione verrà applicata solo alle utenze Gmail (non aziendali): una strategia opportunistica per allargare il raggio dei servizi cloud a clienti aziendali nuovi e meno nuovi. Dopo campagne di comunicazione quanto meno discutibili per modi e tempi, Big G torna alla carica per insidiare la leadership nella fornitura di servizi cloud di Amazon e Microsoft, rispettivamente per l’hosting e la produttività aziendale.

Il lupo perde il pelo ma non il vizio

Secondo quanto affermato da Diane Greene, Senior Vice President di Google Cloud, le caselle gratuite saranno indenni dalla scansione automatica proprio come quelle di G Suite. Il vizio di ficcare il naso nei nostri affari è durato un bel po’, dagli anni del lancio per l’esattezza. Informazioni e dati sono stati raccolti a sufficienza per creare profili cliente tanto dettagliati quanto esatti. La parola privacy torna ad avere un senso. Rimane a completa disposizione di Google la cronologia delle ricerche, quella su YouTube e poco altro.

C’è di peggio

Chi canta vittoria ne ha ben d’onde, ma non troppo. Le intrusioni non sono, non erano, niente rispetto a quelle che continua a perpetrare Amazon, maestro indiscusso di tali strategie. Una semplice ricerca implica banner correlati per giorni e giorni.

( via )

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